Linea Sottile

Perché ci piace ascoltare la musica?

Sicuramente ogni brano musicale suscita emozioni diverse in ognuno di noi. La musica afferra immediatamente le nostre emozioni, in modo che poche altre forme d’arte sono in grado di fare. Ci arriva subito! 

I meccanismi che suscitano emozioni

livello fisiologico le caratteristiche acustiche di un brano musicale sono colte dal Tronco Encefalico, che è il sistema attraverso cui i suoni improvvisi producono un’attivazione del Sistema Nervoso Centrale. La risposta generata dal Tronco Encefalico è veloce ed automatica.

Un altro meccanismo è il contagio emotivo. Chi ascolta musica percepisce in automatico le strutture della musica e le “mima” internamente, attraverso la mediazione dei neuroni specchio. La musica ha le stesse caratteristiche della voce, e quindi suscita emozioni perché è caratterizzata dalle stesse strutture che sono presenti anche nel linguaggio parlato e che permettono di esprimere emozioni.

Anche l’immaginazione visiva permette di evocare emozioni tramite la musica. I brani musicali infatti, sono particolarmente efficaci nell’indurre immagini visive. 

Quali sono le funzioni psicologiche che si attivano ascoltando musica?

Ascolare musica ti permette di conoscere gli altri e il mondo che ti circonda. Si, perché la musica racconta la storia di altre persone e luoghi e ci fa accedere alle nuove esperienze. Ci può insegnare come gli altri pensano e ci manda continuamente dei messaggi da posti che probabilmente non riusciremo mai a vedere. In alcuni studi è stato dimostrato che i partecipanti potevano delineare la personalità degli altri sulla base delle loro prime 10 canzoni della playlist. Ma oltre alla personalità io sono convinta che ci fa conoscere anche il Momento che la persona sta vivendo. Infatti, la musica è capace di mandarci messaggi sullo stato emotivo del mondo!

Definisce l’identità personale. Questa non è altro che la rappresentazione che noi abbiamo di noi stessi nel mondo e che si rappresenta attraverso la personalità. Questo carattere umano è molto importante per capire chi siamo e anche per dare un ruolo ed un senso alla nostra vita nella società. La musica viene vissuta da ciascuno di noi in modo assolutamente personale, questo perché entrano in gioco fattori individuali, come i gusti personali; e quindi fattori che dipendono dalla nostra personalità.

Di norma quando si ascolta una canzone, bastano pochi secondi per classificarla con un mi piace o un non mi piace, questo giudizio dipende dall’istinto, dalla nostra personalità identità. Identificarci in genere ci fa sentire parte di un mondo che condivide quelle idee e quei valori. Esistono infatti molti generi musicali come il Rock, la musica classica e il Blues. Sappiamo che la musica classica va verso un maggiore narcisismo. Sappiamo anche che i testi relativi a emozioni positive, interazioni sociali, siano diminuiti.

Una persona intellettiva e riflessiva si presume che utilizzi la musica in modo razionale invece che emotivo, utilizzando livelli più alti di elaborazione cognitiva. E quindi sarà più orientato verso musica classica o Jazz. Per una persona estroversa la musica serve ad alzare il livello di eccitazione. Per gli introversi invece rappresenta un’interferenza con altri processi cognitivi in atto.

La musica crea rapporti interpersonali. Noi ascoltiamo musica mentre siamo con altre persone e parliamo di ciò che ascoltiamo con esse. Crea quindi connessione con gli altri. Sappiamo inoltre che la musica e l’amore siano indissolubilmente legati e usiamo l’una per ottenere l’altra. Si è studiato che l’esposizione alla musica romantica rende una donna più propensa ad accettare un appuntamento galante. (Ma può incoraggiare anche le donne a fare il primo passo in amore, per saperne di più puoi leggere il mio articolo Donne che fanno il primo passo in amore… Perché no?) I motivi sono la condivisione dell’attenzione su qualcosa, l’avere un obiettivo comune o provare sentimenti positivi

Gestione del cattivo umore. Quando siamo di cattivo umore, la musica ci da una mano per affrontare questo momento, e siamo spinti ovviamente ad ascoltare musica triste. In qualche modo è utile sapere che non siamo soli. La musica ci permette di entrare dentro un dolore, un trauma appena vissuto. Immergendoci lo attraversiamo e riusciamo ad elaborarlo prima. (La fine di di un amore è un dolore ricorrente nelle nostre vite, per saperne di più puoi leggere il mio articolo Quando finisce un Amore? e Fine di un storia: chi soffre di più? Lei o lui?)

Diversivo. La musica è qualcosa da fare quando non sappiamo cosa fare. Ci rivitilizza il mattino e può calmarci la sera. Distoglie la mente dai pensieri spiacevoli, quando ci sentiamo affranti, tristi o arrabbiati. O semplicemente annoiati.

Gestione del buonumore. Rende una bella giornata ancora più bella! Sentire brani ci diverte, ci rilassa e da alle nostre emozioni il tono adeguato. L’arte dei suoni ci rende fiduciosi, ci da speranza per il futuro. Non per nulla, la musica è usata come Terapia Antidepressiva. Incoraggia a sognare ad occhi aperti.

La musica rievoca ricordi

Una canzone ascoltata mentre guardiamo un film, mentre siamo in macchina o lavoriamo, potrà farci rievocare a distanza di tempo un periodo o un episodio associato. Così di conseguenza vengono evocate le emozioni collegate a quei particolari ricordi, che sono legate soprattutto alle relazioni sociali, ma coinvolgono in realtà qualsiasi tipo di evento, come ad esempio una vacanza, un concerto, un lutto, un ricordo d’infanzia, un amore passato. In questo caso si attiva la memoria episodica  che si riferisce sempre ad un ricordo cosciente di un evento già vissuto. Coinvolgono più comunemente eventi della giovinezza e dell’età adulta. La nostalgia è il tipo di risposta emotiva più comune. Nei bambini la memoria emotiva si sviluppa lentamente durante gli anni pre-scolari, mentre negli anziani è il tipo di memoria che comincia a peggiorare nel processo dell’invecchiamento.

A voi in quale momenti vi piace ascoltare musica? Raccontamelo qui sotto nei commenti.

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